CAUSALE NEL CONTRATTO A TERMINE

CAUSALE NEL CONTRATTO A TERMINE

 

Tribunale di Bologna, Sez. lav., 28.2.2012

Per assolvere l’onere di specificazione posto dalla legge n. 368/2001 per la stipulazione di validi contratti a termine, il datore di lavoro non può limitarsi a ripetere tralatiziamente le formule generali previste dalla norma, bensì deve specificare in modo circostanziato e concreto, le concrete e specifiche circostanze che rendono necessaria e legittima l’apposizione del termine, posto che tale motivazione svolge una funzione di garanzia, assicurando la trasparenza e verificabilità della sussistenza di tali ragioni.

[Inedita]

 

Cassazione civ., Sez. lav., 11.5.2011, n. 10346

L’apposizione di un termine al contratto di lavoro, consentita dal d.lgs. n. 368/2001, art. 1, a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, che devono risultare specificate, a pena di inefficacia, in apposito atto scritto, impone al datore di lavoro l’onere di indicare in modo circostanziato e puntuale, al fine di assicurare la trasparenza e la veridicità di tali ragion, nonché l’immodificabilità delle stesse nel corso del rapporto, le circastanze che contraddistinguono una particolare attività e che rendono conforme alle esigenze del datore di lavoro, nell’ambito di un determianto contesto aziendale, la prestazione a tempo determinato, sì da rendere evidente la specifica connessione fra la durata solo temporanea della prestazione e le esigenze produttive ed organizzative che la stessa sia chiamata a realizzare e la utilizzazione del lavoratore assunto esclusivamente nell’ambito della specifica ragione indicata e in stretto c colegamento con la stessa. Spetta al giudice di merito accertare, con valutazione che, se correttamente motivata ed esente da vizi giuridici, resta esente dal sindacato di legittimità, la sussistenza di tali presupposti, valutando ogni elemento, ritualmente acquisito del processo, idoneo a dar riscontro alle ragioni specificatamente indicate con atto scrittoai fini dell’assunzionea termine, ivi compresi gli accordi collettivi intervenuti fra le parti sociali e richiamati nel contratto costitutivo del rapporto.

[Lex 24, www.lex24.ilsole24ore.com]

 

Tribunale di Milano, Sez. lav., 10.4.2007

Con la disciplina di cui al d.lgs. n. 368/2001, che collega la legittimità dell’apposizone del termine alla specificazione per iscritto delle ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, il Legislatore non ha inteso liberalizzare il ricorso del contratto a tempo determinato, che costituisce pur sempre una deroga generale al contratto di lavoro a tempo indeterminato. Tutto ciò comporta la prova di specifiche esigenze per ogni singola posizione lavorativa, escludendosi la possibilità di generiche indicazioni di susssitenza di indifferenziate esigenze generali come quelle proposte e limitate a un generico incremento di attività.

[OGL, 2007, 491]

 

RECESSO PRIMA DELLA SCADENZA NEL CONTRATTO A TERMINE

 

Cassazione civ., Sez. lav., 10.2.2009, n. 3276

Il rapporto di lavoro a tempo determinato, al di fuori del recesso per giusta causa ex art. 2119 c.c., può essere risolto anticipatamente non per giusitficato motivo oggettivo ai sensi della legge 15 luglio 1966 n. 603, art. 3, ma solo se ricorrono le ipotesi di risoluzione del contratto previste dall’art. 1453 c.c.. ss. Ne consegue che, qualora il datore di lavoro proceda ad una riorganizzazione del proprio assetto produttivo, non può avvalersi di tale fatto per risolvere in anticipo un contratto di lavoro a tempo determinato.

[Lex 24, www.lex24.ilsole24ore.com]

 

 

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